interventi istituzionali

Glauco Peverelli
Presidente Associazione Culturale Parolario
E 10,
un numero importante, che ha in sé una sua compiutezza per noi che adottiamo il sistema decimale. Essere arrivati alla decima edizione di Parolario è per noi un traguardo importante, è in qualche misura la chiusura di un ciclo ricco di soddisfazioni che ci ha arricchito di esperienze e di conoscenze. Tutto ciò non poteva portarci a ragionare sul tempo, sul suo scorrere, sulla sua presenza costante e purtuttavia indefinibile, tanto da assumerlo come soggetto della manifestazione. Date queste premesse, non si poteva non pensare ad una riflessione su due capisaldi della letteratura del ‘900: l’Ulisse di Joyce (una giornata) e la Recherche di Proust (una vita). Come pure il concerto a Campione d’Italia, con De André figlio che canta le canzoni del padre, ci rimanda allo scorrere del tempo, alle stagioni della vita e al loro fluire senza sosta. E che dire dell’omaggio a Chopin con Corrado Augias, nella ricorrenza del bicentenario della sua nascita. Permettetemi di segnalare sia il ciclo di incontri in Biblioteca Comunale dal significativo titolo “Il tempo ferito”, un’occasione di riflessione sulle barbarie che hanno attraversato il secolo passato e che, purtroppo, continuano a funestare il nostro tempo, sia gli appuntamenti per bambini – e non solo – nel Foyer del Teatro Sociale. Ma non solo di tempo ci occuperemo in questa edizione di Parolario: avremo infatti ospiti i Paesi del Nord con alcune iniziative e, visto che Istanbul è quest’anno la capitale europea della cultura, la Turchia con scrittori, studiosi e registi. A dimostrazione che questa manifestazione ha assunto una rilevanza che travalica l’ambito locale, vorrei sottolineare che quest’anno godremo del patrocinio dell’Ambasciata di Svezia e del Consolato di Islanda, oltre che di quello del Ministero dei Beni Culturali Anche per questa edizione sono in calendario incontri con scrittori, giornalisti, filosofi, appuntamenti musicali e proiezioni di film, per un programma ricco ed articolato che permetterà, a chi ci segue con partecipazione e affetto da tanti anni, di costruirsi un programma sulla base dei propri interessi. Mi sembra doveroso un ringraziamento a tutti i collaboratori che con il loro impegno e lavoro anche quest’anno hanno reso possibile rinnovare l’appuntamento con tutti voi; come del resto un sincero apprezzamento a tutti coloro - Enti, organizzatori, sponsor - che con il loro sostegno economico permettono di continuare questa meravigliosa avventura.

Massimo Buscemi
Assessore alle Cultura Regione Lombardia
“Parolario” rientra nella categoria delle grandi iniziative promosse e sostenute, fin dal suo inizio, dalla Regione Lombardia, che contribuiscono a far conoscere ed apprezzare la cultura, a creare e a diffondere un’immagine positiva e attraente della Lombardia, non solo come luogo in cui lavorare, ma anche come territorio accogliente, culturalmente stimolante e propositivo. Il tema di quest’anno, in cui ricorre il decimo anniversario, è “Il Tempo”. Il tempo, come dicono gli organizzatori, “inteso in tutte le sue accezioni e varianti: la Storia, il mutamento di valori e idee, l’evoluzione, il tempo nell’arte e quello nella musica”. Per rimanere fedele al tema vorrei, allora, suggerire uno spunto di riflessione: è maturo il tempo per far sì che la Regione Lombardia, che detiene il 20 per cento del patrimonio culturale italiano, venga finalmente conosciuta e apprezzata per questo? Io credo proprio di sì. Promuovere il patrimonio artistico, culturale, della Regione Lombardia, non solo negli ambienti di nicchia ma ovunque è la sfida che intendo portare avanti nei prossimi cinque anni. Vorrei che si sdoganasse il concetto che la cultura è per pochi, per chi ha studiato, per i critici, per gli intenditori. L’uomo è naturalmente attratto dalla bellezza, non occorre una formazione particolare per apprezzarla. Chiunque sa riconoscere la bellezza di un’opera d’arte, pur non riuscendo a collocare il periodo in cui è stato realizzata, né il suo autore, ciascuno di noi si commuove o ride davanti ad una rappresentazione teatrale, pur non conoscendo la storia del Teatro, tutti ci emozioniamo al suono della buona musica e dei talenti canori, anche se non abbiamo compiuto studi musicali. Questo è il punto da cui intendo partire. Ecco perché “Parolario” assume il ruolo di ottimo strumento per educarci alla conoscenza dell’Arte in ogni sua forma, che sia scrittura e musica, come in questo caso. L’incantevole cornice comasca, poi, palcoscenico della rassegna, fa sì che le migliaia di persone che ogni anno partecipano a “Parolario” possano godere dei suggestivi paesini che si affacciano sul lago e dei scenografici giardini, che si possono ammirare facendo una gita in traghetto.

Leonardo Carioni
Presidente Provincia di Como
È con grande piacere che la Provincia di Como rinnova il suo contributo per la decima edizione di Parolario. Un traguardo importante per una manifestazione che negli anni ha saputo crescere e consolidarsi, diventando un momento di incontro, conosciuto e riconosciuto, con i libri e la cultura. L’appuntamento con il tendone in piazza Cavour, dal suo esordio nel 2001 a oggi, ha portato sul Lario più di cento autori e con essi un pubblico, di comaschi e non, che negli anni si è dimostrato sempre più attento ed affezionato a questa iniziativa. Una crescita nel tempo, dunque, tema che, non a caso, è stato scelto come filo conduttore per questa edizione. Un tempo che passa, che trascorre, ma anche che evolve e ci richiama a prendere coscienza di quanto ancora c’è da fare per il nostro territorio. Iniziative come Parolario non solo stimolano la nostra riflessione, ma si propongono anche come impulsi allo sviluppo culturale e turistico della nostra provincia.

Mario Colombo
Assessore alla Cultura Provincia di Como
Una quindicina di anni fa, a New York, andai a visitare i magazzini Fao Schwartz, il negozio più grande al mondo di vendita dei giocattoli. Come fosse ora, ricordo la musica che ossessivamente accompagnava il visitatore: Tic, Toc, Tic, Toc. Il rumore di una sveglia, di vecchio tipo, a cui seguiva una musichetta adatta ai bambini, ma gradevole anche agli adulti. Per riprendere ancora il Tic, Toc, Tic, Toc iniziale. Così è il tempo, martellante, sfumato, piacevole, gagliardo. Il tempo passa, cambiando di colore e di tonalità. Dal biondo del nascituro al grigio e al canuto della vecchiaia. Anche il colore è il tempo che passa. Il tempo che si dilata quando siamo in ambasce, si abbrevia quando viviamo la gioia. Con velocità per noi diversa, ma scorre inesorabilmente con la stessa frequenza. è il tempo che nella sua accezione estrema, si manifesta con il mutare del clima, con il passare delle stagioni. Il tempo, che anche quando non vorremmo, si sfila dalle nostre mani, come sabbia, come polvere di ceneri. Così immagino questo Parolario, già alla sua 10a edizione. Parolario per crescere, arricchire il territorio, rendere proficuo il suo trascorrere. Il tempo è anche Parolario. Un tempio del tempo.

Stefano Bruni
Sindaco di Como
È proprio nei momenti più difficili, quale quello che sta attraversando anche il nostro paese, che diventa meno semplice resistere alla tentazione di imprimere un giro di vite agli investimenti nel settore della cultura. Una politica imperniata sul controllo della spesa deve inevitabilmente fare riferimento ad una rigorosa scala di priorità, predicando il risparmio a tutto campo. Ma è importante non operare tagli indiscriminati e mantenere viva la luce della cultura che anche simbolicamente rilascia un senso di vitalità ed intraprendenza. Parolario ogni anno ripensa e rilancia se stessa e ha guadagnato un posto di primo piano nel calendario comasco. La manifestazione tiene accesa la voglia di una riflessione al massimo livello, stimolata dalle opere e dai tanti autori che prenderanno parte alla kermesse, e si conferma importante sul piano della promozione del territorio, perché cattura attenzione ed interesse a livello nazionale.

Sergio Gaddi
Assessore alla Cultura Comune di Como
Dieci anni di produzione culturale ininterrotta sono il traguardo più affascinante di Parolario, che ha fatto notevolmente crescere la città. Cultura e territorio, infatti, sono sempre strettamente connessi: vi è tra loro un legame di intimità, su cui si strutturano i rapporti sociali e l’empatia. Lo smarrimento del rapporto stabile con i luoghi implica la perdita del radicamento e del senso di comunione con il mondo fisico e biologico a cui dobbiamo la nostra esistenza. Parolario invece rafforza i legami sociali e culturali. E dopo dieci anni celebra il tema del tempo, argomento che più di qualsiasi altro si lega indissolubilmente al mistero dell’esistenza, sul quale si sono interrogati filosofi, scrittori, artisti e pensatori di tutte le epoche. Ma l’idea del tempo ha in sè stessa anche l’immagine della contemporaneità, il gusto delle sfide che non si arrendono alle convenzioni, che non si fermano allo status quo. Quindi il tempo è l’espressione stessa della vita, che per nostra fortuna ci travolge e ci sorprende sempre, scardina i luoghi comuni e ci apre alla bellezza del nuovo. E quanto più Parolario sarà in grado di far vibrare un’emozione in ogni singolo visitatore, tanto più avrà raggiunto il suo obiettivo, festeggiando nel modo migliore i suoi primi dieci anni.

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